Centralina meteo Itsos: il primo mese di dati raccolti, analisi e osservazioni prodotte - A.S. 2025/26
classe 5A AMBIENTALE
L’analisi dei dati raccolti dalla centralina meteo Itsos, nel periodo compreso tra marzo e aprile 2026, ci ha consentito di osservare l’andamento degli inquinanti atmosferici, in particolare del PM10 e PM2.5, in relazione alle principali variabili meteorologiche come temperatura e pioggia. L’obiettivo è stato comprendere come questi fattori influenzino la qualità dell’aria ed interpretarne le variazioni nel tempo. L’osservazione dei dati dell’interfaccia digitale della centralina evidenzia in primo luogo un riferimento fondamentale per la valutazione della qualità dell’aria, l’AQI (Air Quality Index), un indice che sintetizza le concentrazioni dei principali inquinanti in un valore unico, graficamente facilmente interpretabile (
Il PM2.5, dimensionalmente inferiore a 2,5 micrometri, può penetrare in profondità nei polmoni fino agli alveoli e, in alcuni casi, entrare nel flusso sanguigno. Nelle aree urbane e industrializzate, è spesso proprio il particolato fine a determinare il valore complessivo dell’indice, risultando l’inquinante più critico tra quelli considerati.
Elevati livelli di PM10 e soprattutto di PM2.5 sono associati a un aumento di patologie respiratorie e cardiovascolari, nonché all’aggravamento di condizioni preesistenti, in particolare nei soggetti più vulnerabili come bambini, anziani e persone affette da malattie croniche. La stretta relazione tra AQI e polveri sottili evidenzia come la riduzione delle emissioni di particolato rappresenti una delle principali strategie per migliorare la qualità dell’aria e limitare i rischi per la salute umana. Consideriamo ora più dettagliatamente i dati raccolti con la centralina.
Variazione dei valori degli inquinanti durante il giorno
Analizzando i dati settimanalmente, si nota che: le concentrazioni di particolato (PM10 e PM2.5) tendono a registrare una flessione (diminuzione) nelle ore del primo pomeriggio (dalle 14:00 alle 16:00) rispetto ai picchi registrati nelle prime ore del mattino (07:00 - 09:00) o in tarda serata. I livelli di CO2 mostrano anch'essi variazioni, sebbene con dinamiche parzialmente influenzate dalla ventilazione locale. Ci aspettavamo delle percentuali di inquinanti più concentrate verso l’orario di ingresso e di uscita da scuola, per la quantità di CO2 rilasciata dagli scarichi delle macchine, ma non si evidenzia questa tendenza.
Variazione dei valori di particolato in relazione ai parametri meteo
I parametri di inquinamento atmosferico, in particolare il PM2.5, cambiano in modo significativo con il passaggio delle stagioni. Durante l’inverno, le concentrazioni di PM2.5 sono generalmente più elevate. Questo avviene perché le temperature basse favoriscono la formazione dell’inversione termica, che blocca l’aria nei bassi strati e impedisce la dispersione degli inquinanti. Inoltre, il vento è spesso debole e le precipitazioni non sempre sono sufficienti a rimuovere il particolato. Con l’arrivo della primavera, la situazione cambia: le temperature aumentano e si sviluppa la convezione atmosferica, che favorisce il rimescolamento verticale dell’aria. Questo permette agli inquinanti di disperdersi più facilmente. Inoltre, sono più frequenti piogge intense che attivano la deposizione umida, contribuendo a ridurre rapidamente le concentrazioni di PM2.5.
Nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 22 aprile 2026, l’analisi congiunta dei dati di concentrazione di PM2.5 e dei parametri meteorologici (temperatura, precipitazioni e velocità del vento) evidenzia una dinamica complessa, in cui i fenomeni di accumulo e dispersione del particolato sono strettamente legati alle condizioni atmosferiche reali osservate nei grafici.
Nei giorni iniziali (10–13 marzo 2026) si registrano concentrazioni elevate di PM2.5, nonostante la presenza di debolissime precipitazioni (circa 0,6 mm il 10 e il 12 marzo, assenti negli altri giorni). In queste condizioni, lo strato di rimescolamento rimane basso, non tanto per assenza totale di vento, ma per la combinazione di scarsa energia termica e ventilazione debole, che limita sia la convezione verticale sia la dispersione orizzontale. Di conseguenza, gli inquinanti tendono ad accumularsi nei bassi strati dell’atmosfera.
Un cambiamento netto si osserva il 14 marzo 2026, quando si verifica un evento di precipitazione intensa (circa 13,8 mm). In questo caso si attiva in modo efficace la deposizione umida (wash-out): le gocce di pioggia intercettano le particelle sospese e le trascinano al suolo, determinando un rapido abbattimento delle concentrazioni di PM2.5. Questo evidenzia come non sia la semplice presenza di pioggia a essere determinante, ma la sua intensità, che deve superare una certa soglia per risultare efficace nella rimozione del particolato.
Nel periodo 18–20 marzo 2026 si osserva una nuova fase di accumulo. In questo caso, il vento non è assente (valori tra circa 4,2 e 6,1 km/h), ma risulta comunque insufficiente a garantire una dispersione efficace. L’elemento determinante è invece l’assenza totale di precipitazioni, che impedisce qualsiasi rimozione per deposizione umida. In queste condizioni, il particolato tende ad accumularsi progressivamente, poiché non viene né diluito in modo significativo né rimosso.
Tra il 24 e il 26 marzo 2026 si verifica una fase di forte dispersione. Il 26 marzo si registra un picco di vento molto elevato (fino a circa 17,7 km/h), accompagnato anche da precipitazioni il 25 marzo (circa 8,4 mm). In questo caso agiscono contemporaneamente due meccanismi: da un lato il vento intenso, che favorisce l’avvezione, cioè il trasporto orizzontale delle masse d’aria e la loro sostituzione con aria più pulita; dall’altro la pioggia, che contribuisce alla rimozione diretta delle particelle.
Nel periodo 20–28 marzo 2026, le concentrazioni mostrano un andamento oscillante. Le precipitazioni sono assenti. Poiché i dati disponibili sono medi giornalieri, non è possibile distinguere variazioni giorno/notte; tuttavia, l’andamento suggerisce un equilibrio tra produzione di inquinanti e capacità limitata di dispersione.
Una fase di transizione si osserva tra il 31 marzo e il 5 aprile 2026, con temperature in aumento (da circa 9,5 a 16,2 °C) ma assenza di precipitazioni. In questo intervallo, la dispersione migliora leggermente grazie all’aumento dell’energia termica, che favorisce un parziale innalzamento dello strato di rimescolamento, ma resta limitata dalla mancanza di eventi di wash-out. Il PM2.5 mostra quindi un andamento variabile, migliorando tra il 6 e il 15 aprile 2026, quando l’aumento delle temperature gioca un ruolo determinante nella dispersione degli inquinanti. L’incremento dell’energia solare porta, infatti, al riscaldamento della superficie terrestre, che a sua volta riscalda lo strato d’aria immediatamente a contatto con il suolo. Quest’aria, diventando più calda e meno densa, tende a salire verso l’alto, innescando moti convettivi verticali. Questo processo genera un continuo rimescolamento dell’aria: l’aria calda ascende mentre aria più fredda scende a sostituirla, creando una circolazione verticale che prende il nome di convezione atmosferica.
Relazione tra Pioggia e Particolato
Osservando i grafici notiamo che in corrispondenza di alcuni eventi di pioggia si nota una diminuzione evidente dei valori di particolato: ad esempio, dopo un picco iniziale di PM10, segue un calo brusco in concomitanza con un evento piovoso. Questo comportamento è coerente con il fenomeno del “lavaggio atmosferico”, in cui le precipitazioni rimuovono le particelle sospese nell’aria. Tuttavia, non tutti gli eventi di pioggia producono lo stesso effetto, in alcuni casi la riduzione è minima o ritardata. Questo suggerisce che l’efficacia della pioggia dipende anche da altri fattori, come l’intensità della precipitazione, la durata e le condizioni atmosferiche precedenti. Inoltre, il valore di correlazione statistica riportato nei grafici (≈ -0.09, non significativo) indica che la relazione tra pioggia e particolato è debole, ciò significa che, su scala complessiva, la pioggia non è sufficiente da sola per spiegare le variazioni osservate.

Relazione tra Temperatura e Particolato
Osservando i grafici che mettono in relazione PM10 (o PM2.5) con la temperatura si nota un andamento crescente della stessa da marzo verso aprile, con oscillazioni giornaliere piuttosto regolari. Il particolato, invece, presenta un andamento più irregolare, con picchi improvvisi seguiti da cali rapidi. In alcuni tratti si nota una tendenza inversa: quando la temperatura aumenta, i livelli di PM tendono leggermente a diminuire. Questo è visibile soprattutto nella seconda metà del periodo analizzato. Come per la pioggia, la correlazione statistica è debole (r ≈ -0.10 / -0.11, non significativa), indicando che la temperatura ha un’influenza limitata sulla dispersione del particolato. La presenza del particolato sembra influenzata da altri fattori come il vento e le emissioni locali.

Conclusioni
L'analisi dei dati evidenzia che la dispersione del particolato è governata da dinamiche differenti a seconda dei diversi parametri:
• Vento: Si conferma come il fattore più impattante e costante. La sua capacità di rimescolamento meccanico dell'aria garantisce una riduzione dei picchi di inquinamento in modo molto più regolare rispetto alle altre variabili.
• Pioggia: Sebbene contribuisca all'abbattimento del particolato, l'effetto non è sempre costante come ci si aspetterebbe, ma Il calo degli inquinanti in risposta alle precipitazioni appare irregolare, suggerendo che il solo dato della pioggia non basti a garantire aria pulita.
• Temperatura: Nonostante la teoria preveda variazioni legate al riscaldamento a bassa quota, nei grafici non si osserva una stretta correlazione con l'andamento degli inquinanti.
È da considerare che questa analisi è relativa ad un arco di tempo limitato. La brevità del periodo di osservazione (circa 40 giorni) impedisce di vedere gli andamenti stagionali, descritti teoricamente, legati alla temperatura, facendo prevalere l'influenza immediata e predominante del vento sulla qualità dell'aria.
Ultima revisione il 18-05-2026
