JobShadowing Cordoba-Spagna

Dall’Itsos a Córdoba: l’inclusione che attraversa l’Europa

Il professor Roberto Rossi protagonista di un job shadowing all’IES Luis de Góngora: confronto tra sistemi educativi, buone pratiche inclusive e una missione che unisce internazionalizzazione e didattica per tutti

Europa è anche questo: aule che si aprono, docenti che viaggiano, idee che attraversano confini e diventano pratiche condivise. In un tempo in cui l’inclusione scolastica è una sfida concreta e quotidiana, l’esperienza internazionale diventa uno strumento prezioso per ripensare il modo di fare scuola. È in questo orizzonte che si inserisce il percorso del professor Roberto Rossi, docente di sostegno dell’Itsos “Marie Curie” di Cernusco sul Naviglio, protagonista di un’intensa esperienza di job shadowing a Córdoba, presso l’IES Luis de Góngora.

Cinque giorni, un livello di formazione EQF 7 e un obiettivo chiaro: osservare da vicino il sistema di inclusione scolastica spagnolo, comprenderne i meccanismi e individuare pratiche trasferibili nel contesto italiano. Il cuore dell’esperienza si è sviluppato proprio attorno al confronto tra modelli educativi, mettendo in dialogo due sistemi che, pur con differenze strutturali, condividono una forte attenzione verso gli studenti con bisogni educativi speciali.

Dal 18 al 22 maggio, il professor Roberto Rossi ha partecipato ad attività di osservazione in classe, incontri con docenti e staff, analisi di documenti didattici e momenti di riflessione guidata. Un lavoro strutturato che ha permesso di sviluppare tre competenze chiave: la comprensione del modello di inclusione scolastica spagnolo, la capacità di riconoscere e analizzare pratiche didattiche inclusive e il confronto critico tra sistemi educativi diversi. Competenze che rappresentano oggi una base fondamentale per chi opera nel mondo della scuola e vuole contribuire a costruire ambienti realmente accoglienti.

Particolarmente significativo è stato l’approccio spagnolo all’organizzazione degli spazi e delle attività, pensati in ottica inclusiva non solo per rispondere ai bisogni, ma per valorizzare le differenze. Dalla gestione delle aule alle strategie di supporto per studenti con disabilità o BES, fino agli strumenti di osservazione e valutazione, ogni elemento è apparso integrato in una visione sistemica dell’inclusione.

“È stata un’esperienza entusiasmante”, racconta il professor Rossi, “perché mi ha permesso di toccare con mano un modello che intercetta e integra due valori in cui credo profondamente: l’internazionalizzazione e l’inclusione”. Un entusiasmo che si traduce anche nella volontà di riportare quanto appreso nel proprio istituto, attraverso la progettazione di attività didattiche inclusive ispirate alle pratiche osservate e la condivisione dei risultati con i colleghi.

Il valore dell’esperienza Erasmus+ emerge proprio in questa capacità di generare ricadute concrete: non solo crescita professionale individuale, ma anche arricchimento per l’intera comunità scolastica. Il diario di bordo, il report finale e la restituzione al proprio istituto rappresentano strumenti fondamentali per trasformare l’osservazione in innovazione.

E poi, come ogni viaggio che si rispetti, anche quello a Córdoba ha avuto il suo momento conviviale e simbolico. Tra scambi culturali e dialoghi pedagogici, non è mancata una “lezione” tutta italiana: quella degli spaghetti alla carbonara. Un modo semplice e sorridente per ricordare che l’inclusione passa anche dalla condivisione, dalla curiosità reciproca e dalla capacità di stare insieme, dentro e fuori dall’aula. Perché, in fondo, l’Europa dell’istruzione si costruisce anche così: tra una buona pratica educativa e un piatto di pasta cucinato con passione.

Ultima revisione il 29-09-2026